Sonetto Di Vittorelli.[575] Per Monaca.
Sonetto composto in nome di un genitore, a cui era motta poco innanzi una figlia appena maritata: e diretto al genitore della sacra sposa. Di due vaghe donzelle, oneste, accorte Lieti e miseri padri il ciel ne feo, Il ciel, die degne di pi' nobil sorte L' una e l' altra veggendo, ambe chiedeo. La mia fu tolta da veloce morte A le fumanti tede d' Imeneo: La tua, Francesco, in suggellate porte Eterna prigioniera or si rendeo. Ma tu almeno potrai dalla gelosa Irremeabil soglia, ove s' asconde, La sua tenera udir voce pietosa. Io verso un flume d' amarissim' onde, Corro a quel marmo, in cui la figlia or posa: Batto, e ribatto, ma nessun risponde. [Opere Edite e Postume di J. Vittorelli, Bassano, 1841, p. 294.]
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"Sonetto composto in nome di un genitore, a cui era motta poco innanzi una figlia appena maritata: e diretto al genitore della sacra sposa...."
Exploring the themes of classical-poetry, George Gordon Byron delivers a powerful performance in "Sonetto Di Vittorelli.[575] Per Monaca."... ### Why We Love This Line At Linespedia, we believe that poetry is the ultimate sanctuary for the soul...